La geografia di un’aula universitaria

Secondo Tanya Menon - docente americana, studiosa di dinamiche di gruppo - farei bene a cambiare subito di posto i miei studenti, forzando la nascita di gruppi eterogenei. Le abitudini e le ripetizioni, fare sempre le stesse strade o mangiare negli stessi luoghi, limitano le nostre vite riducendo gli incontri imprevisti che sono esattamente quelli che possono aiutarci nel momento del bisogno. Ciascuno di noi applica automaticamente dei filtri sociali e ambientali, che ci fa giudicare le persone e rifuggire tra quelle che ci sembrano più simili a noi.


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Global strike for future. Milano 15 marzo 2019. Noi ci siamo!

Quando avevo più o meno otto anni, sentii parlare per la prima volta del cambiamento climatico, o riscaldamento globale. Ricordo di aver pensato quanto fosse strano che gli umani fossero in grado di alterare il clima mondiale. Ma nessuno ne parlava, mai. Se la combustione di fonti fossili fosse una minaccia esistenziale, come potremmo mantenere lo status quo? Perché non sono state imposte restrizioni? Perché non è stato reso illegale?


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In un mondo alla rovescia chi produce armi parla di responsabilità sociale

Un imprenditore che nel nostro Paese offre servizi di welfare, asili nido e assistenza ai propri dipendenti e poi, con serenità, si arricchisce nel fiorente mercato delle armi mondiale, deve sollevare la nostra domanda etica. A noi piace ricordare che le armi prima o poi uccidono e che il nostro benessere non può poggiare mai sul dolore di altre vite umane. Dovercelo ricordare è forse una delle spie più preoccupanti del nostro tempo.


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Se le piazze si allagano è una buona notizia

Se tutto il resto del mondo lavora per evitare gli allagamenti nelle città, per fare defluire le acque il più rapidamente possibile, la città di Rotterdam ha deciso di fare proprio il contrario, inventando le piazze che si allagano. Piazze che quando piove diventano piccole piscine per il gioco dei bambini, muniti di stivali e impermeabili.


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Tutta colpa della scrivania? Come cambiano gli spazi del lavoro

La guerra è stata da tempo dichiarata.
Scrivanie, cassettiere, armadietti, spazi chiusi, ogni traccia residua di privacy sono state messe al bando, obsolete espressioni di un capitalismo che fu. La nuova frontiera dell’organizzazione del lavoro nelle grandi aziende multinazionali passa attraverso una radicale sovversione degli spazi. Da dove viene tanta improvvisa antipatia per le scrivanie?


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Ci siamo dentro tutti in questo mare. E il naufragare non è affatto dolce

E’ questo il Mediterraneo raccontato da Armin Greder (Orecchio Acerbo editore e Amnesty International, 2017): uno spazio dilatato e incerto che tiene insieme due sponde opposte, due mondi, le loro economie, le storie personali e collettive che in questo mare si confondono. Una dolente meditazione di sole immagini.


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Abitare. Un mondo in cerca di senso

Il patrimonio abitativo che per decenni è stata la forma più evidente della ricchezza collettiva prodotta oggi costituisce un peso per molte famiglie, che richiede investimenti e manutenzione al di sopra delle loro possibilità economiche. Da qui un diffuso e intenso abbandono anche del patrimonio abitativo privato.


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Chi collabora, vince

Nella staffetta non vince la squadra che ha i giocatori migliori, i più veloci, i più scattanti. Vince la squadra con la migliore sincronia e sintonia di gruppo. Ce lo ha spiegato Yves Morieux, direttore del Boston Consulting Group’s Institute for Organization, grande esperto di processi collettivi.


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Rigenerare luoghi, inventare lavori: contiamoci!

La call PRiNT. Reinventare il lavoro, aggregare persone, rigenerare comunità promossa dalla collana editoriale New Fabric di Pacini Editore: raccontare esperienze, progetti, storie che parlano di “territori reattivi”, in cammino per il riscatto e il cambiamento a partire dai progetti di rigenerazione urbana.


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Decalogo per una sana urbanistica a misura di mafia

Facilitare il consumo di suolo. Sostenere la nuova edilizia del mattone-cemento. Lavorare in regime di emergenza. manipolare la filiera dei rifiuti. Controllare il ciclo alimentare. Entrare nel sistema delle grandi opere. Intervenire nelle catastrofi.


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