Covid and the City

Le città che saremo dopo il coronavirus

Le città che saremo dopo il coronavirus

Saremo capaci di trasformare una crisi globale in un’occasione di ripensamento delle nostre città e delle nostre vite? Riusciremo ad approfittare di questo stand-by collettivo per cambiare il lavoro, la scuola, il welfare, il nostro modo di organizzarci e di muoverci?

Tutti gli episodi

Che cosa è l’economia civile? In attesa del Festival di Firenze


Lo scopriamo attraverso le parole di Elena Granata, Luigino Bruni, Alessandra Smerilli, Leonardo Becchetti e tutti gli altri docenti della Scuola di Economia Civile.

Il video è stato realizzato per il lancio della terza edizione del Festival Nazionale dell'Economia Civile, 24-26 ottobre 2021, Palazzo Vecchio - Firenze, dal titolo: "Alla ricerca di senso. Persone, lavoro, relazioni".

Slow Food. La sfida di un destino comune


Genova -  X Congresso nazionale di Slow Food Italia
L'intervento di Elena Granata

Le case nei borghi a 1 euro: ha senso?


Conviene comprare le case ad 1 € nei borghi italiani sperduti?
Elena Granata ad Omnibus

The Silver Life. Riabitare i borghi di Biella


I nuovi abitanti temporanei delle valli del biellese sono cittadini liberi di lavorare lontani dai centri urbani, almeno in alcuni giorni della settimana, perché lo smart working lo consente; liberi di trascorrere periodi più lunghi nei luoghi di vacanza e liberi di cercare un contatto più diretto con la natura e tempi di vita più lenti.


Le città contemporanee sono il luogo più sensato dove oggi andare a capire come gira il mondo, dove le tensioni, i cambiamenti e le trasformazioni sono più evidenti ed accelerati. Perché la ricchezza culturale non nasce dalla purezza, dall’omogeneità, dalla somiglianza ma dalla mescolanza e dalla biodiversità.

Scopri

Milano. La città dalle sette vite, intervento su Il Mulino


Ripensare Milano a partire da una politica della transizione ecologica urbana che sia strategica, integrata e volta ai beni pubblici. Per la capitale della biodiversità sociale e del co-working, si aprono nuove sfide in vista delle amministrative

Come sta cambiando Milano? Un confronto con Gad Lerner e Marco Garzonio


Ne discutono Elena Granata, Gad Lerner e Marco Garzoni, autore del libro “La città che sale", Edizioni San Paolo (2021).

I talenti delle donne, ne parliamo a Bookcity 21


Tre donne a confronto su esperienze personali e ricerca, oltre ogni retorica sulle pari opportunità.

“Fare in Lombardia” con Enrico Letta e Carlo Cottarelli


FARE Squadra per uscire da Lockdown. Un momento di confronto e approfondimento su temi di attualità politica e culturale del nostro territorio e non solo.

Che errore il cartone sulla Shoah che angoscia i bambini proposto nelle scuole primarie


Molti genitori hanno riscontrato reazioni di angoscia nei loro figli. Davvero pensiamo di vaccinare le nuove generazioni dal male con il male stesso?

Abitare la terra. Il video calendario delle BCC Romagna


Per tantissimo tempo abbiamo vissuto di rendita, di un patrimonio che ci è stato lasciato da chi è venuto prima di noi. Oggi la pandemia, forse, ci ha improvvisamente restituito alle nostre case, ai nostri quartieri ai nostri piccoli comuni, e forse ci ha restituito anche il senso di prendercene cura. 

Taranto e i nuovi ecosistemi, intervento a Slow Food


Diversi sguardi per creare un momento di riflessione sul presente e sul futuro delle città, sui percorsi di rigenerazione urbana che possono trasformare i punti di debolezza in punti di forza.

Biden non sceglie sette uomini: e fa una rivoluzione


Pluralismo, capacità di condividere una linea comune, preparazione e carisma: finalmente le donne chiamate ad assolvere un ruolo civile così di prestigio sono convocate proprio in nome di questi talenti.

La scuola fa la differenza


Se è giusto preoccuparsi dei posti di lavoro e delle attività economiche oggi in crisi, altrettanto giusto è preoccuparsi del lavoro futuro e delle competenze sociali e lavorative dei ragazzi oggi a casa. Vogliamo dare voce anche alle centinaia di genitori che abbiamo avuto modo di ascoltare: la loro preoccupazione per il futuro passa dal rischio, di cui sono ben consapevoli, di vedere i loro figli perdersi senza riferimenti per il futuro.

Dialogo con Stefano Mancuso: le città future, cosa possiamo imparare dalla natura.


Un confronto sulla necessità di ripensare l’ambiente, il rapporto tra centro e periferie, l’equilibrio tra natura e urbanizzazione. Per immaginare una nuova bellezza del vivere urbano. Moderatore Flavio Fiorani.

Storie e idee per ricominciare. L’intervista di Fabio Pizzul a Elena Granata


Quale impatto ha avuto Covid-19 sulle nostre città e come possiamo riorganizzarle per una nuova normalità che appare ancora lontana?

Fare Milano. Ripensare lo Spazio, un Nuovo Modello di Città Sostenibile


Sette temi. Sette gruppi di lavoro. Sette enti che raccoglieranno le sfide e proporranno idee e progetti per disegnare la Milano di domani.

Firenze – Festival Nazionale dell’Economia Civile


Il Festival Nazionale dell’Economia Civile è un luogo di incontro per dare forza e slancio a una grande, democratica e generativa, mobilitazione di persone, imprese e associazioni per una nuova economia.

Bosco Spaggiari


Dove possiamo ritrovare il nostro legame più profondo con la terra e con la natura? Ce lo siamo domandati spesso in questi mesi di pandemia e di incertezza; sentiamo il desiderio di una relazione più mite e rispettosa del mondo che ci circonda, della natura, del mondo animale.

L’Italia dei borghi: abbandono e nuove prospettive


I borghi abbandonati sono una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale. Il progetto del Borgo Organizzato vuole rivolgersi a tutte quelle realtà interne che possono trovare in questa idea la possibilità di incrementare la struttura di servizi esistenti.

Scuola e territorio – Festival Nazionale dell’Economia Civile 2020


Abbiamo guardato ai luoghi di innovazione sociale che hanno nella densità relazionale il loro punto di forza. Contesti e spazi, anche molto diversi fra loro, ma molto vicini nel valore che riescono ad alimentare.

Povero il Paese che ha bisogno di sarti ed eroi


La voglia di non stare ad aspettare che la soluzione arrivi dall’alto, è incarnata dal popolo delle Sartine: movimento spontaneo di produzione di mascherine che ha ripreso in mano la macchina da cucire in ogni parte d’Italia. Una voglia di fare e di mobilitarsi umiliata però da Governo e Protezione civile. Ecco 3 domande a chi sta decidendo delle nostre vite.

Con la tua voce. Appello in sei punti agli insegnanti di scuola primaria di tutta Italia


Non perdiamo l’occasione – in questo tempo di quarantena – di far sentire la nostra voce nelle case dei nostri bambini, tenendo viva in loro la voglia di imparare.

Luoghi e innovazione sociale


Abbiamo guardato ai luoghi di innovazione sociale che hanno nella densità relazionale il loro punto di forza. Contesti e spazi, anche molto diversi fra loro, ma molto vicini nel valore che riescono ad alimentare.

La città, il nostro futuro


Manca la capacità di connettere in misure decise e coerenti, quella galassia di azioni e buone pratiche che riguardano casa-fragilità- lavoro-salute-ambiente.

Lavoro, sviluppo, ambiente: il Nord per l’Italia


Il Nord tra Italia ed Europa: sfide e opportunità per i nostri territori

Donne che sanno stare al loro posto


Le donne che sanno stare al loro posto, sono quelle che cercano il loro posto nel mondo, il motivo per cui sono nate, il loro demone nascosto.

La forza dell’empatia nei cartoon digitali


“Wanny, a dream come true” è una storia di passione, di tenacia e fiducia in se stessi, studiata per Il Bisonte, il brand italiano di borse e accessori in pelle. Il cartoon – completamente digitale con software di animazione 3D - si rivolge ad un pubblico di adulti ma lo fa con linguaggio coinvolgente ed emozionale, proprio quello che riteniamo il più adatto a interpellare la parte etica e sensibile degli esseri umani.

Milano e uno sviluppo equo e sostenibile


Milano, come tante altre grandi metropoli del mondo, oggi possiede qualcosa che gli economisti faticano a quantificare, e persino a nominare: una sconfinata possibilità di scelta e una febbrile eccitazione. È una questione di energia, di umore, di tono generale.

Sardine: senza bandiere e senza logo


È il tempo delle piazze, delle piazze della società civile.
Piazze in cui stare stretti come sardine. Una metafora marittima molto eloquente: le sardine hanno forza solo se stanno insieme, se si stringono in un nuovo patto di cittadinanza.

Un nuovo pensiero creativo per ripensare le città


L'incontro con l'autore per discutere le tematiche affrontate nel libro "Biodivercity. Città aperte, creative e sostenibili che cambiano il mondo" nell' articolo di Elena Caselli.

In nome di Venezia, contro Venezia


Non era fragile Venezia, è stata violata dall’azione dell’uomo in nome della sua salvaguardia. E il primo effetto è stato proprio l’alterazione di secoli di equilibri ecologici. Quanto siamo lontani da un’idea di progetto di compatibilità ambientale, quanto siamo lontani da un progetto di pacificazione con la natura e la storia.
In questi giorni tutto appare ancora più tragicamente evidente.

Il paradosso ambientale. Virtuosi nelle città, barbari nella natura


È dei territori senza nome e senza mappe che dovremo tornare ad occuparci e preoccuparci. È lì che il capitalismo sta mostrando indisturbato il suo volto più terribile, dove il territorio è piattaforma amorfa da depredare, impoverire, distruggere senza ritegno.

Il Cile si è svegliato


Come afferma il motto delle manifestazioni di questi giorni, Chile despertó – il Cile si è svegliato. Grazie alle proteste la società cilena si è forse scoperta più coesa di quanto pensasse: oltre alle immagini della violenza e al profondo turbamento generato in ciascuno, i cileni ora condividono l’esperienza della piazza e il sogno collettivo di una società che possa cambiare.

Generazione Greta. Perchè Cacciari e i vecchi colti non capiranno mai


Greta si rivolge ai ragazzi sapendo che le nuove generazioni sono già ambientaliste, per nascita. Non ascoltano parole, prediche o reprimende, imparano facendo, vivendo, apprendono per via empatica, copiando e replicando modelli. Il pensiero ecologico si attiva per via empatica, facendo sentire ai ragazzi che sono parte di movimento collettivo. Esattamente quella dimensione politica e collettiva, che è mancata negli ultimi anni.

Jova beach party: musica e ambiente una sfida concreta senza ipocrisie


Il Jova Beach Party è un concerto che lancia (anche) messaggi sull’ambiente o è una manifestazione ambientalista che fa (anche) musica? Se cogliamo questa differenza, possiamo capire perché Jovanotti potrebbe avere ragione di reagire a tinte forti alle critiche degli ambientalisti. E perché gli ambientalisti italiani farebbero davvero bene a lasciarsele cantare.

Scuole dell’infanzia di Milano. Una questione politica


Per la prima volta che io ne abbia memoria, Milano non garantisce a tutti i propri bambini, in piena e dilagante crisi demografica, un posto alla scuola dell'infanzia. Si tratta di bambini in grande parte stranieri, figli di madri che non lavorano o non hanno un regolare contratto di lavoro, per i quali la scuola dell'infanzia è cruciale.

Notre Dame. Anche le cattedrali bruciano


La forza di quelle immagini non deve in alcun modo suscitare in noi interpretazioni millenaristiche e da fine del mondo. Un incendio, ancorché spaventoso, non è il segno della fine della storia, di una religione, di una cultura.

Pensare il territorio fuori dalle trappole dei beni assoluti


Quando negli anni Cinquanta ci siamo lasciati alle spalle il mondo contadino, la nostra agricoltura, la cura del paesaggio e di quell’Italia minore che pure aveva fatto la grandezza del nostro Paese. In quella metamorfosi descritta da Pierpaolo Pasolini, abbiamo voltato le spalle ad un modo di essere, ad uno stile di vita, povero ma legato alla cura della natura, da cui ci siamo definitivamente distaccati.

Dal coraggio dei bambini dirottati, una lezione per tutti


Il male c’è, è tra noi, esplode, si maschera e poi esplode, non ha colore, non ha nazionalità, nasce dal malessere, dalle sofferenze più remote, dalle frustrazioni più banali. Come possiamo difenderci? L’antidoto - lo hanno dimostrato ieri i fatti di Milano - è la tenuta del sistema, educare i ragazzi a non avere paura, avere forze dell’ordine preparate, insegnanti consapevoli, magistrati che sanno ricostruire i fatti e leggere le connessioni. 

La geografia di un’aula universitaria


Secondo Tanya Menon - docente americana, studiosa di dinamiche di gruppo - farei bene a cambiare subito di posto i miei studenti, forzando la nascita di gruppi eterogenei. Le abitudini e le ripetizioni, fare sempre le stesse strade o mangiare negli stessi luoghi, limitano le nostre vite riducendo gli incontri imprevisti che sono esattamente quelli che possono aiutarci nel momento del bisogno. Ciascuno di noi applica automaticamente dei filtri sociali e ambientali, che ci fa giudicare le persone e rifuggire tra quelle che ci sembrano più simili a noi.

Global strike for future. Milano 15 marzo 2019. Noi ci siamo!


Quando avevo più o meno otto anni, sentii parlare per la prima volta del cambiamento climatico, o riscaldamento globale. Ricordo di aver pensato quanto fosse strano che gli umani fossero in grado di alterare il clima mondiale. Ma nessuno ne parlava, mai. Se la combustione di fonti fossili fosse una minaccia esistenziale, come potremmo mantenere lo status quo? Perché non sono state imposte restrizioni? Perché non è stato reso illegale?

In un mondo alla rovescia chi produce armi parla di responsabilità sociale


Un imprenditore che nel nostro Paese offre servizi di welfare, asili nido e assistenza ai propri dipendenti e poi, con serenità, si arricchisce nel fiorente mercato delle armi mondiale, deve sollevare la nostra domanda etica. A noi piace ricordare che le armi prima o poi uccidono e che il nostro benessere non può poggiare mai sul dolore di altre vite umane. Dovercelo ricordare è forse una delle spie più preoccupanti del nostro tempo.

Se le piazze si allagano è una buona notizia


Se tutto il resto del mondo lavora per evitare gli allagamenti nelle città, per fare defluire le acque il più rapidamente possibile, la città di Rotterdam ha deciso di fare proprio il contrario, inventando le piazze che si allagano. Piazze che quando piove diventano piccole piscine per il gioco dei bambini, muniti di stivali e impermeabili.

Tutta colpa della scrivania? Come cambiano gli spazi del lavoro


La guerra è stata da tempo dichiarata.
Scrivanie, cassettiere, armadietti, spazi chiusi, ogni traccia residua di privacy sono state messe al bando, obsolete espressioni di un capitalismo che fu. La nuova frontiera dell’organizzazione del lavoro nelle grandi aziende multinazionali passa attraverso una radicale sovversione degli spazi. Da dove viene tanta improvvisa antipatia per le scrivanie?

Giocare su un ponte? Forse si può (ma non a Genova)


“Non vogliamo solo rifare velocemente il Ponte Morandi, ma anche renderlo un luogo vivibile, un luogo di incontro in cui le persone si ritrovino, possano vivere, giocare, mangiare”. È l’ultima dichiarazione del ministro Toninelli a proposito del futuro Ponte Morandi, che riprende una proposta alternativa per la ricostruzione del viadotto. Un luogo in cui giocare, correre e persino fare bungee jumping - l'attività meno indicata nel caso di un ponte appena crollato. Contro Toninelli si è subito alzato un coro di critiche, che si domanda chi mai farebbe andare a giocare i propri bambini in mezzo al ponte di un’autostrada. Ebbene, c’è chi lo fa. E anche con un certo successo.

A Genova è caduto un ponte. Il dovere di capire e di farci capire


A Genova è caduto un ponte. Un ponte trafficato, iconico per le forme eleganti, fondamentale per la mobilità della Liguria e di tutto il Nord Italia. È una tragedia in cui è facile identificarsi: per chi è passato almeno una volta su quel ponte, per chi si trovava in viaggio verso le vacanze, per chi semplicemente si sposta in auto usando infrastrutture spesso risalenti agli anni del boom economico. In meno di un’ora dal disastro, si è scatenato un dibattito pubblico non degno di un paese civile. Ministri e utenti di social network si sono trovati ad urlare accuse contro soggetti già additati come colpevoli, a spiegare le cause della tragedia come se fossero ovvie e a enunciare le soluzioni da adottare immediatamente. 

Ci siamo dentro tutti in questo mare. E il naufragare non è affatto dolce


E’ questo il Mediterraneo raccontato da Armin Greder (Orecchio Acerbo editore e Amnesty International, 2017): uno spazio dilatato e incerto che tiene insieme due sponde opposte, due mondi, le loro economie, le storie personali e collettive che in questo mare si confondono. Una dolente meditazione di sole immagini.

Abitare. Un mondo in cerca di senso


Il patrimonio abitativo che per decenni è stata la forma più evidente della ricchezza collettiva prodotta oggi costituisce un peso per molte famiglie, che richiede investimenti e manutenzione al di sopra delle loro possibilità economiche. Da qui un diffuso e intenso abbandono anche del patrimonio abitativo privato.

Chi collabora, vince


Nella staffetta non vince la squadra che ha i giocatori migliori, i più veloci, i più scattanti. Vince la squadra con la migliore sincronia e sintonia di gruppo. Ce lo ha spiegato Yves Morieux, direttore del Boston Consulting Group’s Institute for Organization, grande esperto di processi collettivi.

Se l’emergenza mette a nudo il territorio che cambia


E se avessimo bisogno dell’emergenza per pensare i nostri territori in modo nuovo? Ce lo chiediamo di ritorno da un viaggio nell’Emilia del post-terremoto, a sei anni di distanza dal sisma.

L’onda lunga del terremoto


Fare presto è uno dei mantra con cui rispondere all’emergenza. Che si tratti di improvvise catastrofi naturali o problemi lasciati crescere nell’indifferenza, quando si manifesta un’emergenza la rapidità di risposta è forse la prima preoccupazione di chi si ritrova ad affrontarla. Basta pensare ad un terremoto: tornare rapidamente alla normalità – qualunque cosa essa sia - sembra l’unico modo a disposizione per fronteggiare l’emergenza. Fare presto è quasi sinonimo di fare bene: è dimostrazione di capacità tecniche, abilità gestionali, persino resilienza. Una capacità di tener botta, come dicono in Emilia, che però non fa i conti con l’onda lunga del terremoto.

Rigenerare luoghi, inventare lavori: contiamoci!


La call PRiNT. Reinventare il lavoro, aggregare persone, rigenerare comunità promossa dalla collana editoriale New Fabric di Pacini Editore: raccontare esperienze, progetti, storie che parlano di “territori reattivi”, in cammino per il riscatto e il cambiamento a partire dai progetti di rigenerazione urbana.

Decalogo per una sana urbanistica a misura di mafia


Facilitare il consumo di suolo. Sostenere la nuova edilizia del mattone-cemento. Lavorare in regime di emergenza. manipolare la filiera dei rifiuti. Controllare il ciclo alimentare. Entrare nel sistema delle grandi opere. Intervenire nelle catastrofi.

“The Flop Experiment”. Quando a un’idea geniale manca il design dell’idea


L’idea è geniale, la messa in opera lascia perplessi. Basta entrare a Palazzo Strozzi in questi mesi e trovarsi davanti due scivoli elicoidali, che si incrociano nel cortile per comprendere l’altissimo potenziale di spiazzamento della mostra “The Florence Experiment”, progettata dall’artista Carsten Höller e dallo scienziato Stefano Mancuso, e curata da Arturo Galansino. Che cosa ci fanno due scivoli di 20 metri dentro un palazzo rinascimentale? Ho portato con me cinquanta studenti di architettura per provare a capirlo.
Cosa è più rischioso? La vita delle persone messa in gioco in modo repentino, i danni materiali provocati da eventi naturali previsti o prodotti dall’incuria del territorio?

Territori a rischio. Borghi e paesi del “cuore d’Italia” in pericolo: da cosa?


Ormai è certo: il rischio non è un dato…certo! Non è misurabile in senso assoluto. Dipende certamente da condizioni ambientali e geologiche, ma stiamo scoprendo delle faglie e fragili latenti che si snodano da anni tra dinamiche demografiche e sociali, economiche e politiche, alimentandosi e sostenendosi amplificando i livelli di pericolosità.
Cosa è più rischioso? La vita delle persone messa in gioco in modo repentino, i danni materiali provocati da eventi naturali previsti o prodotti dall’incuria del territorio?

Se la salvezza delle città non passa (solo) dai big data


I dati sono il petrolio del XXI secolo. A dirlo è l’Economist, parlando delle compagnie che ogni giorno di più devono la propria ricchezza alle informazioni che riescono a catturare, analizzare e rivendere a soggetti terzi. I big data infatti sono una presenza sempre più pervasiva nelle città e nelle società contemporanee: da una parte, aumentano i dispositivi in grado di tracciare spostamenti, preferenze e consumi; dall’altra, continuano a crescere le analisi che, grazie ai dati così raccolti, riescono a descrivere fenomeni e profilare individui in modo sempre più preciso.

Gli habitat che fanno crescere l’impresa sociale


Solo coniugando un pensiero che non distingue (smart?) e un agire che si misura con la concretezza dei contesti di vita e con la nudità della vita delle persone (accogliente?) potremo cercare vie di uscita al guado culturale da cui il Paese stenta a riemergere.

Immigrati in Italia: i luoghi comuni


Spostiamo l’attenzione sui problemi. Guardiamo più in là. Torniamo a capire che succede in Africa (come da mesi chiede Alex Zanotelli), cerchiamo di capire chi e cosa spinge i bambini africani e latino americani e asiatici a migrare da soli, leggiamo dietro i numeri del mercato delle armi, cerchiamo di capire il legame tra guerre, disastri ambientali e nuove migrazioni.

La comunicazione che fa bene all’impresa sociale


Il sociale, che è un’idea, una visione del mondo, per la prima volta viene descritto come un prodotto made in Italy, buono come la mozzarella di bufala o il pesto ligure. Un prodotto nato e sviluppato dalla creatività italiana.

A Milano il lavoro è donna


Mestieri muoiono e mestieri nascono continuamente in un Paese che è forse più generativo delle sue rappresentazioni mediatiche. Crisi non significa, infatti, soltanto scomparsa di modelli di riferimento ma anche occasione di cambiamento e nascita di nuove forme di lavoro.

Piccole scienziate crescono


Pirati con grandi vascelli, pompieri con autobotti rosse fiammanti, piloti di aerei che solcano i cieli, contadini con fattorie piene di trattori e di animali, astronauti con tute luminose e astronavi colorate. L’immaginario della mia infanzia, così come quello delle generazioni successive alla mia, compresi i miei figli, è stato popolato dai piccoli omini di colore giallo della Lego. Versatili personaggi pronti a vivere ogni sorta di avventura nei mondi costruiti da perfetti e infiniti mattoncini di plastica. Pirati, pompieri, contadini, astronauti, benzinai, medici…tutti rigorosamente maschi.

I giardinieri volanti e i loro amici


Li invidio un po’, vedendoli calare dall’alto tutti imbragati, metà Spiderman, metà scalatori del futuro. Sono i nuovi abitatori dei cieli urbani. I giardinieri volanti si arrampicano, ancorati con corda e moschettone, su grattacieli e palazzi - a Milano li si può vedere all’opera sul Bosco verticale di Boeri - e col caschetto di sicurezza bel fissato in testa e cesoie e concimi alla mano, si prendono cura di piante e alberi da terrazzo.

Le buone idee vengono a vent’anni


Care ragazze e ragazzi, tempi strani quelli che corrono. Tempi di grandi preoccupazioni e di domande radicali, che vi accompagnano fin da quando, finite le superiori, decidete di iscrivervi all’università. Vale la pena studiare? Se non sono il merito e la conoscenza a fare la differenza nei luoghi di lavoro ma i natali e “le conoscenze”, come posso essere motivato a studiare con passione e generosità?

Le nuove frontiere del progetto di territorio nei Paesi “emergenti”


Un territorio e un contesto quello colombiano, che potrebbe aver la forza di divenire metafora, in grado di formulare considerazioni dove poter misurare la questione del ruolo dell’architettura e di chi si occupa di territorio da quell’Italia che ne ha fornito, a volte in modo inconsapevole, i geni culturali, dal nome stesso del continente e di varie porzioni di esso, all’ispirazione delle città ideali –da quelle coloniali fondate con la Ley de Indias fino a Brasilia-, a quel concetto ispiratore di patrimonio naturale che dalle terre italiche è stato trapiantato nei primi parchi nazionali esistenti al mondo, recuperando chissà quelle belle intuizioni proprie di un Nuovo Mondo e di un modo nuovo di vivere il territorio.

Sotto sequestro il coraggio dell’innovazione di Stefano Boeri


Siamo di fronte all'ennesima follia italiana. In un paese in cui la speculazione edilizia e l'abuso delle regole sono state sistematiche si colpisce l'unico intervento intelligente, bello, funzionale, temporaneo e lungimirante realizzato dopo il sisma. Il centro polivalente di protezione civile di Norcia, realizzato gratuitamente da Stefano Boeri con i soldi raccolti dal Corriere e La 7, costituisce l'esempio migliore di come si dovrebbe costruire: la tempestività, la scelta dei materiali, il linguaggio architettonico.
Vogliamo dare massima visibilità al comunicato stampa dello Studio Boeri.
Esprimiamo a Stefano la più grande stima e apprezzamento. Continueremo a raccontare ai nostri studenti che c'è sempre un altro modo per costruire, che purtroppo si paga sempre il coraggio e l'ardire dell'innovazione ma non  ci sono altre strade se vogliamo diventare un Paese più civile e responsabile. Continueremo a pensarlo, a scriverlo, a praticarlo nella nostra professione. 

Borghi abbandonati: censimento di un’Italia che scompare


I borghi abbandonati non sono nel nostro Paese delle eccezioni territoriali ma sono una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale, che merita attenzione. L’Italia vanta numerosissimi primati, molti positivi, altri negativi, ma fra questi c’è quello di avere il più elevato rapporto fra paesi abbandonati e quelli abitati.

Città e pensiero divergente: le soluzioni sono sempre fuori dagli schemi


Ci sono città che di fronte alla povertà e al degrado costruiscono scuole, cinema, biblioteche. Città che rispondono alla violenza urbana incrementando le nuove tecnologie, i trasporti pubblici, le centralità turistiche. Città che sviluppano piste ciclabili, parchi attrezzati e piscine in mezzo alle periferie.

I 25 ambientalisti che non sapevano di esserlo


Questi sono – a nostro parere – i 25 ambientalisti che vale la pena di conoscere. Nessuno lo è o lo è stato in senso stretto. Sono scrittori, medici, giornalisti, storici dell’arte, scienziati che in forme diverse hanno saputo coniugare il loro sapere con i temi dell’ecologia e dell’ambiente. E hanno capito che ogni professione, quanto è veramente etica, si prende cura dell’ambiente e del suo futuro.

Infrastrutture e tecnologie: territori connessi e società divise


La mobilità è fondamentale per ciascun individuo: permette di accedere alle opportunità messe a disposizione dalle città, rendendo possibile realizzare gli obiettivi di vita personali e partecipare alla vita collettiva. La mobilità è uno strumento chiave per società più coese e la città non può esistere senza le interazioni permesse (anche) dalla mobilità. Proprio grazie alla mobilità, diventa necessario parlare di urbano più che di città.

Suolo: materiale di progetto


Camminiamo su comodi marciapiedi lastricati, attraversiamo strade asfaltate e quando entriamo in casa - passate le scarpe sullo zerbino - non seminiamo tracce dei luoghi che abbiamo percorso. Ci verrebbe da dire che la crosta del pianeta è dura e minerale, ma non è così.

Rigenerazione urbana: dalle cose alle persone


Prendersi cura dei luoghi, contrapporre un vitalistico desiderio collettivo di regalare una seconda giovinezza a edifici, piazze, borghi storici salvandoli dal loro inevitabile abbandono. La mission di queste quattordici belle storie è solo all’apparenza banale.

Quella volta a casa di Gillo Dorfles


E' una delle più belle foto di Gillo. Ieratico, nella sua altera e compiaciuta inespressività. Volle regalarmi l'originale per ringraziarmi dell'intervista - pensate un po' - che avremmo inserito in un mio piccolo libro. Parlammo di design e della storia del '900, di creatività e ispirazione, di miti e maestri, e alla fine gli chiesi: "Qual è l'oggetto che avresti voluto disegnare?" E lui: "la Porsche Carrera, senza alcun dubbio". Era il 2008 e di anni ne aveva appena 97...

Amazon o le cooperative di comunità: chi genera oggi lavoro nei territori?


Il lavoro e la città sono intrinsecamente legati. Una città si fonda sul lavoro (il negotium, le attività legate al fare) e sull’effimero (l’otium, le attività legate al non fare). Quanto otium e negotium siano cruciali nella salute e nella vita di una città lo cogliamo quando i sistemi urbani vanno in crisi. Quando un sistema economico collassa anche la città muore. Vanno in crisi i servizi, l’abitare, i sistemi pubblici. Ci sono esempi molto evidenti di questo collasso: una crisi che dal piano economico si allarga a quello sociale e ambientale.

Consumo di suolo: una questione civile che riguarda tutti


Esiste uno scarto profondo fra le parole e le cose, tra le asserzioni di principio e le prassi, nel nostro Paese. A parole tutti apprezzano le bellezze del paesaggio, la cultura e il cibo; tutti difendono la terra e l’agricoltura. Ma non sempre alla consapevolezza della ricchezza del nostro patrimonio artistico e naturale, corrisponde un altrettanto matura cultura civile, capace di esprimere con gesti concreti l’accudimento, la presa in carico e la difesa della cultura e dell’ambiente. Gli italiani, mentre lodano le ricchezze che rendono noto il nostro Paese nel mondo, dimostrano nei fatti scarsa attenzione a come il territorio italiano venga maltrattato e svenduto agli interessi di corruttori, speculatori e mafiosi. La distanza tra percezione collettiva e diffusa di un valore (la Bella Italia) e comportamenti pubblici e collettivi (l’Italietta) appare evidente.

Che cosa serve per essere un bravo insegnante?


Un insegnante è il tono della propria voce, che può modulare come uno strumento musicale per evitare la noia degli studenti. Un’ora in classe non è molto diversa da un’ora di teatro, dove passano parole, emozioni, sentimenti.

La moda di bambinizzare gli spazi di lavoro


Piccoli animaletti appesi alle pareti, cuscini appoggiati a terra dove sdraiarsi gioiosamente, amache appese alle pareti ed enormi scivoli. Non è la nuova estetica degli asilo nido o delle nursery da ospedale. Bambinizzare gli spazi di rappresentanza è diventata l’ultima tendenza del design di interni di grandi sedi bancarie e multinazionali

Casa: una questione di scarsità o di equità?


È evidente che la scarsità di case, che corrisponde alla difficoltà di molti ad avere una casa dignitosa, non è problema di quantità ma di equità e di pari opportunità nell’accesso alle risorse. Nelle società moderne la scarsità - di case, di servizi, di beni, di cibo - non esiste di per sé, è sempre il frutto di meccanismi di “produzione collettiva”, che ha stretti legami con i valori, la qualità delle relazioni sociali, con lo sguardo con cui si gestiscono i beni e si affronta il futuro.

Il nuovo libro di Salvatore Settis tra etica, architettura e democrazia


Se avessi letto il libro senza sapere chi l’ha scritto penserei all’opera di un giovane studioso. Questo farsi dilettanti di più saperi è naturalmente una scelta tutt’altro che ingenua, perché solo una pratica curiosa e riflessiva, senza il pregiudizio che deriva dalla conoscenza, può produrre nuovo pensiero. Il libro di Settis è infatti densissimo, colto, pieno di riferimenti. E’ il libro maturo di un libero pensatore e di uno studioso preparatissimo, che si mette in dialogo con gli architetti a cui pone domande ineludibili.

Muoversi nella città del futuro. Esiste una ricetta perfetta?


Un grande fermento attraversa le città e la mobilità urbana sul finire di questo decennio. La battuta è banale: “tutti sono elettrizzati” dalle crescenti aspettative verso la propulsione elettrica, vista come una radicale soluzione ai problemi di inquinamento di cui il settore dei trasporti è uno dei principali responsabili in ambito urbano.

La casa come specchio del Paese


Se osserviamo l’abitare nella sua dimensione di diritto fondamentale, emergono paradossi e aporie. L’Italia è il primo paese in Europa per numero di case in relazione a quello delle famiglie, ma ci sono case senza abitanti e abitanti senza case. Chi cerca casa e non la trova, chi ha molte case e le tiene vuote. Chi ha bisogno di case e non riesce a comprarle, chi continua a costruire case e non riesce a vendere.

La terra ci nutre. Perché le mele non crescono nei supermercati


Un’agricoltura di qualità, accessibile e controllata, che opera dentro una rete di relazioni, può valorizzare il proprio compito educativo contribuendo ad accrescere una cultura della buona alimentazione, collaborando con mense e scuole territoriali, favorendo l’accesso alle attività agricole di qualità anche alle nuove generazioni.

Salvare i borghi. Quali? Tutti? Le trappole del bene assoluto


La politica deve affermare valori universali e al contempo saperli tradurre in soluzioni e percorsi realizzabili. Non è facile, soprattutto quando i contenuti valoriali sono forti e la mission è eticamente rilevante, come nel caso di temi ambientali o sociali, si rischia di sovrapporre e confondere i due piani.

Lavorare è un privilegio e un lusso: i giovani ne sono esclusi


Studiano per anni, fanno master, trascorrono periodi all’estero, imparano le lingue. E poi? Poi poco o nulla. Appena cominciano a bussare seriamente al mondo del lavoro, tutto comincia ad apparire inutile: mandare curriculum serve a poco, arrivare ad un colloquio è un miraggio, pensare di scappare all’estero è inevitabile.

Quando il terremoto distrugge tutto, anche il senso critico


Slogan facile e condivisibile da tutti. Peccato che imponga tempi di ricostruzione a quindici – venti anni e, per citare Renzo Piano, due generazioni per mettere in sicurezza il Paese. E’ questa la risposta che possiamo dare ai nostri figli? E poi, i vent’anni  della ricostruzione di Gemona (nel ’76) sono equiparabili a vent’anni di oggi? Con aspettative umane e temporalità radicalmente cambiate rispetto al passato siamo disposti ad attendere così tanto? E queste tempistiche varranno anche come codice per i terremoti a venire?

Richard Thaler e la sua spinta gentile


Non esiste solo la costrizione o l’educazione, né la persuasione o la presenza di motivazioni intrinseche. Le persone possono essere indotte a compiere buone scelte da “pungoli leggeri” che fanno leva sulla loro componente più irrazionale.

Milano. La città dalle sette vite, intervento su Il Mulino

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I talenti delle donne, ne parliamo a Bookcity 21

Tre donne a confronto su esperienze personali e ricerca, oltre ogni retorica sulle pari opportunità.


“Fare in Lombardia” con Enrico Letta e Carlo Cottarelli

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La scuola fa la differenza

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Dialogo con Stefano Mancuso: le città future, cosa possiamo imparare dalla natura.

Un confronto sulla necessità di ripensare l’ambiente, il rapporto tra centro e periferie, l’equilibrio tra natura e…


Storie e idee per ricominciare. L’intervista di Fabio Pizzul a Elena Granata

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Fare Milano. Ripensare lo Spazio, un Nuovo Modello di Città Sostenibile

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Firenze – Festival Nazionale dell’Economia Civile

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Bosco Spaggiari

Dove possiamo ritrovare il nostro legame più profondo con la terra e con la natura? Ce lo siamo domandati spesso in…


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Scuola e territorio – Festival Nazionale dell’Economia Civile 2020

Abbiamo guardato ai luoghi di innovazione sociale che hanno nella densità relazionale il loro punto di forza. Contesti…


Povero il Paese che ha bisogno di sarti ed eroi

La voglia di non stare ad aspettare che la soluzione arrivi dall’alto, è incarnata dal popolo delle Sartine: movimento…


Con la tua voce. Appello in sei punti agli insegnanti di scuola primaria di tutta Italia

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Luoghi e innovazione sociale

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La città, il nostro futuro

Manca la capacità di connettere in misure decise e coerenti, quella galassia di azioni e buone pratiche che riguardano…


Lavoro, sviluppo, ambiente: il Nord per l’Italia

Il Nord tra Italia ed Europa: sfide e opportunità per i nostri territori


Donne che sanno stare al loro posto

Le donne che sanno stare al loro posto, sono quelle che cercano il loro posto nel mondo, il motivo per cui sono nate,…


La forza dell’empatia nei cartoon digitali

“Wanny, a dream come true” è una storia di passione, di tenacia e fiducia in se stessi, studiata per Il Bisonte, il…


Milano e uno sviluppo equo e sostenibile

Milano, come tante altre grandi metropoli del mondo, oggi possiede qualcosa che gli economisti faticano a quantificare,…


Sardine: senza bandiere e senza logo

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Un nuovo pensiero creativo per ripensare le città

L'incontro con l'autore per discutere le tematiche affrontate nel libro "Biodivercity. Città aperte, creative e…


In nome di Venezia, contro Venezia

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Il paradosso ambientale. Virtuosi nelle città, barbari nella natura

È dei territori senza nome e senza mappe che dovremo tornare ad occuparci e preoccuparci. È lì che il capitalismo sta…


Il Cile si è svegliato

Come afferma il motto delle manifestazioni di questi giorni, Chile despertó – il Cile si è svegliato. Grazie alle…


Generazione Greta. Perchè Cacciari e i vecchi colti non capiranno mai

Greta si rivolge ai ragazzi sapendo che le nuove generazioni sono già ambientaliste, per nascita. Non ascoltano parole,…


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Scuole dell’infanzia di Milano. Una questione politica

Per la prima volta che io ne abbia memoria, Milano non garantisce a tutti i propri bambini, in piena e dilagante crisi…


Notre Dame. Anche le cattedrali bruciano

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Pensare il territorio fuori dalle trappole dei beni assoluti

Quando negli anni Cinquanta ci siamo lasciati alle spalle il mondo contadino, la nostra agricoltura, la cura del…


Dal coraggio dei bambini dirottati, una lezione per tutti

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La geografia di un’aula universitaria

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Quando avevo più o meno otto anni, sentii parlare per la prima volta del cambiamento climatico, o riscaldamento…


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La guerra è stata da tempo dichiarata. Scrivanie, cassettiere, armadietti, spazi chiusi, ogni traccia residua di…


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Ci siamo dentro tutti in questo mare. E il naufragare non è affatto dolce

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Abitare. Un mondo in cerca di senso

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Chi collabora, vince

Nella staffetta non vince la squadra che ha i giocatori migliori, i più veloci, i più scattanti. Vince la squadra con…


Se l’emergenza mette a nudo il territorio che cambia

E se avessimo bisogno dell’emergenza per pensare i nostri territori in modo nuovo? Ce lo chiediamo di ritorno da un…


L’onda lunga del terremoto

Fare presto è uno dei mantra con cui rispondere all’emergenza. Che si tratti di improvvise catastrofi naturali o…


Rigenerare luoghi, inventare lavori: contiamoci!

La call PRiNT. Reinventare il lavoro, aggregare persone, rigenerare comunità promossa dalla collana editoriale New…


Decalogo per una sana urbanistica a misura di mafia

Facilitare il consumo di suolo. Sostenere la nuova edilizia del mattone-cemento. Lavorare in regime di emergenza.…


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Territori a rischio. Borghi e paesi del “cuore d’Italia” in pericolo: da cosa?

Ormai è certo: il rischio non è un dato…certo! Non è misurabile in senso assoluto. Dipende certamente da condizioni…


Se la salvezza delle città non passa (solo) dai big data

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Gli habitat che fanno crescere l’impresa sociale

Solo coniugando un pensiero che non distingue (smart?) e un agire che si misura con la concretezza dei contesti di vita…


Immigrati in Italia: i luoghi comuni

Spostiamo l’attenzione sui problemi. Guardiamo più in là. Torniamo a capire che succede in Africa (come da mesi chiede…


La comunicazione che fa bene all’impresa sociale

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Piccole scienziate crescono

Pirati con grandi vascelli, pompieri con autobotti rosse fiammanti, piloti di aerei che solcano i cieli, contadini con…


I giardinieri volanti e i loro amici

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Le buone idee vengono a vent’anni

Care ragazze e ragazzi, tempi strani quelli che corrono. Tempi di grandi preoccupazioni e di domande radicali, che vi…


Le nuove frontiere del progetto di territorio nei Paesi “emergenti”

Un territorio e un contesto quello colombiano, che potrebbe aver la forza di divenire metafora, in grado di formulare…


Sotto sequestro il coraggio dell’innovazione di Stefano Boeri

Siamo di fronte all'ennesima follia italiana. In un paese in cui la speculazione edilizia e l'abuso delle regole sono…


Borghi abbandonati: censimento di un’Italia che scompare

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I 25 ambientalisti che non sapevano di esserlo

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La mobilità è fondamentale per ciascun individuo: permette di accedere alle opportunità messe a disposizione dalle…


Suolo: materiale di progetto

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Quella volta a casa di Gillo Dorfles

E' una delle più belle foto di Gillo. Ieratico, nella sua altera e compiaciuta inespressività. Volle regalarmi…


Amazon o le cooperative di comunità: chi genera oggi lavoro nei territori?

Il lavoro e la città sono intrinsecamente legati. Una città si fonda sul lavoro (il negotium, le attività legate al…


Consumo di suolo: una questione civile che riguarda tutti

Esiste uno scarto profondo fra le parole e le cose, tra le asserzioni di principio e le prassi, nel nostro Paese. A…


Che cosa serve per essere un bravo insegnante?

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La moda di bambinizzare gli spazi di lavoro

Piccoli animaletti appesi alle pareti, cuscini appoggiati a terra dove sdraiarsi gioiosamente, amache appese alle…


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Se avessi letto il libro senza sapere chi l’ha scritto penserei all’opera di un giovane studioso. Questo farsi…


Muoversi nella città del futuro. Esiste una ricetta perfetta?

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La casa come specchio del Paese

Se osserviamo l’abitare nella sua dimensione di diritto fondamentale, emergono paradossi e aporie. L’Italia è il primo…


La terra ci nutre. Perché le mele non crescono nei supermercati

Un’agricoltura di qualità, accessibile e controllata, che opera dentro una rete di relazioni, può valorizzare il…


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