Migranti per un giorno. Itinerario oltre la frontiera

Il reportage in nove tappe restituisce l’esperienza attraverso il sentiero, “Passo della morte” che i migranti percorrono per arrivare clandestinamente in Francia. Si parte da Ventimiglia, si arriva a Mentone è un ping-pong fatto di tantissimi percorsi di andata e ritorno. Ci sono ragazzi che ci provano all’infinito, persone che sono riuscite a passare solo dopo la ventesima o la trentesima volta e chi ancora ci sta provando, vanno avanti e indietro finché non riescono ad arrivare. All’interno di questo meccanismo ci possono essere ingiustizie, casualità, ma è una situazione che va affrontata con grande umanità; è un discorso di civiltà.

2012-2018. A 6 anni dal sisma dell’Emilia

Niente è come prima. La Bassa emiliana non è la stessa del 2012: lo vediamo da come sta andando avanti la ricostruzione e soprattutto ce lo raccontano le voci di alcuni testimoni locali impegnati, a diverso titolo, nella gestione dell’emergenza e del post-terremoto. Il territorio cambia in forme inedite. E le emergenze legate ai disastri naturali accelerano i cambiamenti già in atto. L’emergenza allora può diventare l’occasione per pensare al futuro in modo nuovo? Forse sì.

Migranti per un giorno. Itinerario oltre la frontiera

Il reportage in nove tappe restituisce l’esperienza attraverso il sentiero, “Passo della morte” che i migranti percorrono per arrivare clandestinamente in Francia. Si parte da Ventimiglia, si arriva a Mentone è un ping-pong fatto di tantissimi percorsi di andata e ritorno. Ci sono ragazzi che ci provano all’infinito, persone che sono riuscite a passare solo dopo la ventesima o la trentesima volta e chi ancora ci sta provando, vanno avanti e indietro finché non riescono ad arrivare. All’interno di questo meccanismo ci possono essere ingiustizie, casualità, ma è una situazione che va affrontata con grande umanità; è un discorso di civiltà.

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Niente è come prima. La Bassa emiliana non è la stessa del 2012: lo vediamo da come sta andando avanti la ricostruzione e soprattutto ce lo raccontano le voci di alcuni testimoni locali impegnati, a diverso titolo, nella gestione dell’emergenza e del post-terremoto. Il territorio cambia in forme inedite. E le emergenze legate ai disastri naturali accelerano i cambiamenti già in atto. L’emergenza allora può diventare l’occasione per pensare al futuro in modo nuovo? Forse sì.