Immigrati in Italia: i luoghi comuni

Spostiamo l’attenzione sui problemi. Guardiamo più in là. Torniamo a capire che succede in Africa (come da mesi chiede Alex Zanotelli), cerchiamo di capire chi e cosa spinge i bambini africani e latino americani e asiatici a migrare da soli, leggiamo dietro i numeri del mercato delle armi, cerchiamo di capire il legame tra guerre, disastri ambientali e nuove migrazioni.


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La comunicazione che fa bene all’impresa sociale

Il sociale, che è un’idea, una visione del mondo, per la prima volta viene descritto come un prodotto made in Italy, buono come la mozzarella di bufala o il pesto ligure. Un prodotto nato e sviluppato dalla creatività italiana.


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A Milano il lavoro è donna

Mestieri muoiono e mestieri nascono continuamente in un Paese che è forse più generativo delle sue rappresentazioni mediatiche. Crisi non significa, infatti, soltanto scomparsa di modelli di riferimento ma anche occasione di cambiamento e nascita di nuove forme di lavoro.


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Piccole scienziate crescono

Pirati con grandi vascelli, pompieri con autobotti rosse fiammanti, piloti di aerei che solcano i cieli, contadini con fattorie piene di trattori e di animali, astronauti con tute luminose e astronavi colorate. L’immaginario della mia infanzia, così come quello delle generazioni successive alla mia, compresi i miei figli, è stato popolato dai piccoli omini di colore giallo della Lego. Versatili personaggi pronti a vivere ogni sorta di avventura nei mondi costruiti da perfetti e infiniti mattoncini di plastica. Pirati, pompieri, contadini, astronauti, benzinai, medici…tutti rigorosamente maschi.


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I giardinieri volanti e i loro amici

Li invidio un po’, vedendoli calare dall’alto tutti imbragati, metà Spiderman, metà scalatori del futuro. Sono i nuovi abitatori dei cieli urbani. I giardinieri volanti si arrampicano, ancorati con corda e moschettone, su grattacieli e palazzi - a Milano li si può vedere all’opera sul Bosco verticale di Boeri - e col caschetto di sicurezza bel fissato in testa e cesoie e concimi alla mano, si prendono cura di piante e alberi da terrazzo.


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Le buone idee vengono a vent’anni

Care ragazze e ragazzi, tempi strani quelli che corrono. Tempi di grandi preoccupazioni e di domande radicali, che vi accompagnano fin da quando, finite le superiori, decidete di iscrivervi all’università. Vale la pena studiare? Se non sono il merito e la conoscenza a fare la differenza nei luoghi di lavoro ma i natali e “le conoscenze”, come posso essere motivato a studiare con passione e generosità?


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Città e pensiero divergente: le soluzioni sono sempre fuori dagli schemi

Ci sono città che di fronte alla povertà e al degrado costruiscono scuole, cinema, biblioteche. Città che rispondono alla violenza urbana incrementando le nuove tecnologie, i trasporti pubblici, le centralità turistiche. Città che sviluppano piste ciclabili, parchi attrezzati e piscine in mezzo alle periferie.


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I 25 ambientalisti che non sapevano di esserlo

Questi sono – a nostro parere – i 25 ambientalisti che vale la pena di conoscere. Nessuno lo è o lo è stato in senso stretto. Sono scrittori, medici, giornalisti, storici dell’arte, scienziati che in forme diverse hanno saputo coniugare il loro sapere con i temi dell’ecologia e dell’ambiente. E hanno capito che ogni professione, quanto è veramente etica, si prende cura dell’ambiente e del suo futuro.


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Rigenerazione urbana: dalle cose alle persone

Prendersi cura dei luoghi, contrapporre un vitalistico desiderio collettivo di regalare una seconda giovinezza a edifici, piazze, borghi storici salvandoli dal loro inevitabile abbandono. La mission di queste quattordici belle storie è solo all’apparenza banale.


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Amazon o le cooperative di comunità: chi genera oggi lavoro nei territori?

Il lavoro e la città sono intrinsecamente legati. Una città si fonda sul lavoro (il negotium, le attività legate al fare) e sull’effimero (l’otium, le attività legate al non fare). Quanto otium e negotium siano cruciali nella salute e nella vita di una città lo cogliamo quando i sistemi urbani vanno in crisi. Quando un sistema economico collassa anche la città muore. Vanno in crisi i servizi, l’abitare, i sistemi pubblici. Ci sono esempi molto evidenti di questo collasso: una crisi che dal piano economico si allarga a quello sociale e ambientale.


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